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Si chiamano “Max” e “Berla” i primi due cani anti – Covid dei carabinieri

Nella foto, una fase dell’addestramento dei cani anticovid all’interno dell’ospedale Sacco di Milano

Si chiamano “Max” e “Berla” e sono due pastori tedeschi. Sono i primi due cani anticovid dei carabinieri di Milano. Sono stati addestrati in un’area interna all’ospedale Sacco e sono pronti per entrare in servizio.

La loro è una storia che val la pena essere raccontata. Quando si è compreso che i cani potevano essere un presidio per individuare le persone contagiate dal Covid, carabinieri e Università di Milano hanno sottoscritto un protocollo di collaborazione per il loro addestramento.

Sono stati individuati “Max” e “Berla” allevati nel centro cinofili carabinieri di Firenze che sono stati trasferiti a Milano in un’area riservata del Sacco. La fase esecutiva del progetto è stata affidata a Maria Rita Gismondo, direttore dell’U.O.C. Microbiologia, Virologia Clinica e Diagnostica delle Bioemergenze, e al Comando Interregionale Carabinieri “Pastrengo”.

Per “imparare” il loro lavoro, “Max” e “Berla” hanno operato su campioni di garze impregnate di sudore, prelevato a persone affette da Covid-19 e a soggetti già risultati negativi al tampone molecolare. Contando sulle capacità olfattive dei cani addestrati nel distinguere gli odori, i due sono stati indotti a fiutare i pazienti infetti.

cani-anticovid-2I campioni sono stati approntati con garze sterili asportando il sudore dalla zona ascellare e inguinale con le dovute cautele sanitarie; ogni prelievo è stato eseguito in condizioni di sterilità del campione, evitando qualsiasi rischio di contaminazione. Nelle varie fasi dell’addestramento, ad ogni paziente, è stato eseguito un doppio prelievo, per consentire la ricerca in parallelo da parte di ciascun cane.

“Max” e “Berla” hanno individuato i positivi, a prescindere dal sesso e dalla carica virale. Realizzata la fase dell’imprinting olfattivo dei due cani, si è passati alle prove su positivi al Covid-19 dell’HuB tamponi del Sacco, in uno scenario reale.

Il protocollo è stato sviluppato garantendo la massima sicurezza degli operatori e dei due cani impiegati, attraverso l’effettuazione di periodici tamponi molecolari rino-faringei agli operatori e tamponi salivari con visita clinica ai cani in addestramento. Adesso i responsabili della ricerca e i vertici dei carabinieri stanno valutando i tempi e i modi per l’entrata in servizio di “Max” e “Berla”.

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