HomeAddestramento caniUnità Cinofila Antiveleno della Polizia Provinciale, la presentazione

Unità Cinofila Antiveleno della Polizia Provinciale, la presentazione

Nel corso del 2021 e nei primi mesi del 2022 è stato condotto un intenso percorso formativo per rendere operative le Unità Cinofile Antiveleno (UCA) create nell’ambito di LIFE WolfAlps EU [www. https://www.lifewolfalps.eu/], il progetto il cui obiettivo è migliorare la coesistenza fra il lupo e le persone che vivono e lavorano sulle Alpi, costruendo e realizzando soluzioni condivise insieme ai portatori di interesse per garantire la conservazione a lungo termine del lupo.

Collaborazione della Provincia di Brescia alle azioni di antibracconaggio

Regione Lombardia, partner del progetto LIFE WolfAlps EU, ha accolto la disponibilità e l’interesse da parte della Provincia di Brescia a collaborare al progetto nel suo complesso e, in particolare, a sviluppare le azioni di antibracconaggio attraverso la formazione di un nucleo cinofilo antiveleno: è nata così l’UCA della Polizia Provinciale di Brescia. L’Unità si compone di un addetto alla vigilanza ittico-venatoria – il conduttore – e di Sole, il cane di razza Drahthaar (cane da ferma tedesco a pelo duro), addestrato per la ricerca di esche e bocconi avvelenati. A completare l’UCA, un pick-up attrezzato per il trasporto canino.

Il contributo di Regione Lombardia

Regione Lombardia si è impegnata a contribuire alla copertura delle spese sostenute dalla Provincia di Brescia fino ad un massimo di € 64.400,00, fino al 2024, occupandosi dell’acquisto del cane e del suo mantenimento, dell’addestramento del cane e del suo conduttore, dell’acquisto del pick-up e del kit antiveleno. La Provincia di Brescia contribuisce alle attività previste dall’accordo di collaborazione mediante la messa a disposizione del conduttore cinofilo, dei materiali necessari alle attività sul campo e si impegna a garantire almeno 20 interventi sistematici di tipo preventivo, oltre a effettuare interventi urgenti sul territorio regionale in seguito alla scoperta di un lupo morto o di altre carcasse per cui si sospetta l’avvelenamento.

Una grave minaccia

L’uso del veleno è una pratica non solo illegale, ma subdola e pericolosa. I bocconi avvelenati sono tra le più serie minacce per la conservazione del lupo, e della fauna in genere. Non sono colpiti solo i malcapitati che mangiano il boccone mortale, ma anche tutti quelli che si alimentano di carcasse e vengono, quindi, a loro volta avvelenati dai resti degli animali uccisi. Il veleno viene sparso sotto forma di bocconi di carne o altri alimenti appetibili per gli animali, oppure inserito all’interno di carcasse di animali abbandonate sul terreno. Molte sono le sostanze tossiche utilizzate per confezionare i bocconi avvelenati, alcune reperibili in commercio e altre reperibili clandestinamente. Fra le varie tipologie di esche in cui possiamo imbatterci non bisogna sottovalutare quelle che contengono chiodi o schegge di vetro.

Training

Perché l’unità cinofila funzioni al meglio è fondamentale che si crei una solida alleanza e reciproca comprensione tra cane e conduttore, attraverso un percorso di training che ha una durata variabile a seconda dell’età del cane e dalla formazione del conduttore, e può durare anche 12 mesi nel caso di un cucciolo. Una volta individuato un boccone o una carcassa avvelenati, i cani ne segnalano la posizione al conduttore, sedendosi a una certa distanza dall’esca. A questo punto si procede alla raccolta e alla repertazione dei campioni, che vengono analizzati e costituiscono il punto di partenza delle indagini investigative, con il coinvolgimento delle autorità sanitarie e giudiziarie.

Dall’avvio dell’attività sul campo della Unità Cinofila Antiveleno, nel novembre del 2021, Sole e il suo conduttore hanno effettuato 5 interventi a seguito di segnalazioni e/o ritrovamenti di esche e/o carcasse di animali, 6 interventi sistematici di tipo preventivo, 3 momenti di formazione cane-conduttore e 3 attività formative nelle scuole.

LIFE WolfAlps EU – le nuove UCA

In Italia le nuove UCA operative sono 6, di cui due in Liguria, una in Piemonte, due in Lombardia e una in Veneto. In particolare, il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri, partner di progetto, gestisce direttamente tre UCA: in Liguria, Lombardia e Veneto. La seconda unità lombarda è invece frutto di una collaborazione tra Regione Lombardia e la Polizia Provinciale di Brescia, supporter di progetto. L’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime ha istituito l’unità Piemontese condotta da un formatore cinofilo professionista e quella Ligure con la collaborazione del Nucleo Vigilanza Faunistica e Ambientale della Regione Liguria.

Le nuove squadre italiane affiancano le quattro Unità Cinofile Antiveleno istituite nell’ambito del precedente progetto LIFE WolfAlps formate da personale della Città Metropolitana di Torino, guardiaparco dell’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie, da militari dell’Arma dei Carabinieri Forestali di Cuneo e di Omegna.

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