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Coldiretti, la crisi non pesi su famiglie e investimenti – In breve

Spesa alimentare piu’ ‘cara’ per quasi 9 miliardi per le famiglie e rischio di perdere 35 miliardi di fondi europei per l’agricoltura. La Coldiretti lancia l’allarme nel corso della assemblea annuale davanti ad una platea con quasi tutto il governo e la poltica al completo.

Ed un messaggio del premier Draghi che ha ribadito l’importanza dell’agricoltura ed ha assicurato la vicinanza del Governo al settore e l’aiuto ad imprese e famiglie. E proprio alla politca lancia un appello il presidente Prandini: “La campagna elettorale non deve fermare gli investimenti”. Ad assicurarlo il ministro delle Politiche Agricole Patuanelli: “Continuerò fino all’ultimo giorno e fino all’insediamento del nuovo governo ad impegnarmi insieme alla Coldiretti per gli agricoltori italiani.” Affermazione che strappa alla platea 45 secondi di applausi tra la commozione del ministro. “Si scaldano i cuori dei banchieri figuratevi quello di un ingegnere triestino”.

L’aumento dei prezzi scatenato dalla guerra in Ucraina costerà nel 2022 alle famiglie italiane quasi 9 miliardi di euro soltanto per la spesa alimentare, a causa dell’effetto dell’inflazione che colpisce soprattutto le categorie più deboli. A spingere i rincari e l’aumento della dipendenza alimentare dall’estero “il fatto che nel 2022 le importazioni di prodotti agroalimentari dall’estero, dal grano per il pane al mais per l’alimentazione degli animali, sono cresciute in valore di quasi un terzo (+29%). dalla Coldiretti anche l’appello a non perdere 35 miliardi di fondi europei per l’agricoltura italiana nei prossimi cinque anni e la necessità di attuare al più presto le misure previste dal Pnrr. Perchè “lo sforzo di modernizzazione e la digitalizzazione dell’agricoltura italiana non può fare a meno del Pnrr”, ha sottolineato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini.

Così l’Assemblea ha assegnato al Governo che verrà 5 impegni da portare avanti in difesa dell’agricoltura italiana.

Prima di tutto un Ministero dell’Agroalimentare, come unico punto di riferimento istituzionale; poi, un secco No al Nutriscore e un deciso Si all’origine in etichetta per proteggere la qualità dei prodotti; il terzo punta alla sovranità alimentare, energetica e logistica italiana; il quarto riguarda la questione dei cinghiali, diventati una piaga per l’agricoltura italiana e un rischio per la sicurezza dei cittadini; infine, la penuria d’acqua per l’irrigazione che necessità di un immediato piano invasi.

I cinque impegni hanno fatto da asse portante all”evento e sono stati condivisi dai tanti ospiti intervenuti: da,Giuseppe Conte, a Carlo Calenda, da Enrico Letta, Luigi Di Maio, da Matteo Salvini al ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli che ha definito ‘fondamentale’ un unico dicastero con tutte le competenze che sono oggi frastagliate in tanti. Non poteva mancare il tema del cibo sintetico e delle etichettatura.

Patuanelli e Di Maio d’accordo sul Nutriscore: “Contro il Nustricore dobbiamo difendere il consumatore – ha detto il ministro – prima di ogni cosa”. Il cibo sintetico “e’ un’idea malsana”, ha osservato Di Maio, “perché va a colpire la nostra cultura, discrimina sostanzialmente le nostre tradizioni e mette in ginocchio le nostre aziende”.

“Siamo impegnati a contrastare il cambiamento climatico – ha detto Draghi in un messaggio all’Assemblea- e i suoi effetti più drammatici, come la siccità, continuiamo ad aiutare imprese e famiglie nelle difficoltà dovute all’aumento dei prezzi, soprattutto dell’energia, investiamo in un’Italia più moderna e solidale che riduca i divari tra le regioni”.

Infine, Il ministro Patuanelli, dopo aver ripercorso le tappe delle misure prese durante il suo mandato, ha annunciato per giovedì prossimo altri “200 milioni di euro al Fondo di solidarietà nazionale” e ha chiosato: “‘è stato un onore e un piacere lavorare con voi. Grazie”. 

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