HomeRelax per CaniA Baunei, tra rischi e opportunità | Cultura, ATLANTE

A Baunei, tra rischi e opportunità | Cultura, ATLANTE

Mai come quest’anno si è sentito parlare di Baunei, provincia di Nuoro, Ogliastra. Assurto all’onore delle cronache per essersi aggiudicato il titolo ‒ assegnato da Legambiente e Touring Club Italiano ‒ di Comune del ‘mare più bello d’Italia 2022’, questo centro abbarbicato a 480 metri slm, svettante sul promontorio di Arbatax e sulla laguna tortoliese, merita senza dubbio di essere finalmente scoperto e conosciuto. Chi scrive frequenta il suo territorio da 15 anni ed è testimone di quanto questa zona della Sardegna abbia saputo coniugare fino a oggi un’eterogeneità paesaggistica incredibile a una rara qualità di vita e di vacanza.



La Gola di Gorropu, vista dalla casa cantoniera Bidicolai, ss125 (foto di Valeria Canavesi)

Fino a oggi, già: quest’anno il ritorno a Santa Maria Navarrese, graziosa frazione in costa con porticciolo turistico e maestosi olivastri millenari, ha fatto registrare alcuni segnali non propriamente in linea con un modello turistico lungimirante e al passo con i tempi. Chissà perché, anche qui si rischia di confondere la quantità con la qualità e il mare più bello d’Italia sembra ondeggiare pericolosamente nella nefasta direzione dell’overtourism balneare. Da giugno a settembre, ogni santa mattina, decine e decine di gommoni, motoscafi, motonavi e barche a vela si dirigono verso nord riversando migliaia di turisti nelle cale incastonate tra le falesie della costa. Dépliant, post social e servizi televisivi richiamano sempre più bagnanti proponendo immagini di paradisi inviolati contraddistinti da acque pescose e smeraldine. Testimonial, ormai non più d’eccezione, sono l’arco in pietra di Cala Goloritzé, l’insenatura di Cala Sisine, l’intimità di Cala Mariolu… tutto vero, tutto a rischio però. Le facili promesse di relax assoluto, mare incontaminato e full immersion nella natura si squagliano in fretta tra i decibel degli altoparlanti delle motonavi, gli ombrelloni assembrati, i rifiuti abbandonati. Dal paradiso all’inferno, insomma, il passo può essere brevissimo e stupisce che ancora non si lavori a una valorizzazione turistica che vada di pari passo con una ferrea tutela dell’ambiente. Gli esempi di mortificazione territoriale in altri luoghi-icona del Bel Paese abbondano, purtroppo: si pensi al Salento o al Lario, a Venezia e al Lago di Braies… in taluni casi, dopo aver spalancato porte e finestre a masse incontrollate di visitatori, si è stati via via costretti a fare marcia indietro e a regimentare ‒ anche con il numero chiuso ‒ afflussi e presenze.



Scorcio del Supramonte dalla ss 125 (foto di Valeria Canavesi)

A Baunei non mancano di certo le opportunità per promuovere una proficua diversificazione dell’offerta turistica: il territorio si esprime tra mare e alture con tutta la potenza e le sfumature di una natura realmente incontaminata. Se in costa troviamo le cale, le spiagge e la pineta di Santa Maria Navarrese, salendo verso la cittadina si apre un mondo di scoperte molto più solitarie e affascinanti: la piana del Golgo, con la chiesina rurale di S. Pietro e Su Sterru (voragine carsica profonda quasi 300 metri); gli antichi ovili circondati da animali al pascolo; i sentieri dei trekker esperti che si snodano tra panorami strapiombanti e una lussureggiante macchia mediterranea; la ss 125, che da Baunei si inerpica sinuosa verso Urzulei. Proprio la strada orientale sarda ci regala le emozioni più forti: fitti gineprai si alternano a foreste di pini e a esemplari giganti di ginestre (Genista aetnensis), tacchi granitici incombono su curve a U e altipiani sconfinati, case cantoniere e motociclisti accompagnano le foto d’obbligo alle montagne del Supramonte e alla Gola di Gorropu (spettacolare canyon scavato da un fiume). Al rientro, domina la scena un panorama a volo d’angelo che abbraccia paesaggi opposti eppure in stretta continuità tra loro: la piana fluviale, la laguna di Tortolì, il mare aperto, lo sperone di Arbatax, il Gennargentu là in fondo. Una gestione attenta e creativa di questo ben di Dio è l’augurio più sincero che possiamo dedicare a Baunei e al suo territorio. Oggi, lo accompagniamo a una preghiera, rivolta anche agli altri Comuni della zona: si ponga fine al disinteresse ‒ divenuto inaccettabile ‒ verso cani e gatti randagi, presenti ovunque e curati da nessuno.

 

Immagine di copertina: La chiesa dell’Assunta e un olivastro millenario, Santa Maria Navarrese, Comune di Baunei, Nuoro (foto di Valeria Canavesi)

RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Most Popular